Crocetta “Quando il diritto di cronaca diventa violenza privata”.

Palermo, 23 ago. “Ho l’abitudine, unico sport che pratico, di farmi una
nuotata quasi ogni giorno prima di andare in ufficio, in estate e in inverno.
Lo faccio nella spiaggia sotto casa mia a Castel di Tusa. Stamane mentre mi
stavo asciugando per risalire dalla spiaggia e andare in ufficio, un
giornalista delle Iene, lo stesso che mi insegue da un anno ponendomi una
domanda completamente falsa sui fondi europei, mi ha letteralmente assalito con
una troupe di tre – quattro persone per riprendermi in costume. Condivido e
difendo la libertà di stampa, il diritto di cronaca, ma il giornalista avrebbe
potuto tranquillamente chiedere di intervistarmi, farlo, senza violare la mia
privacy.
E’ reato violentare in questo modo la libertà degli altri, o no? Chi manda da
Roma questi giornalisti per assediarmi e inseguirmi ovunque io sia?
Una volta a Napoli mentre c’era un convegno organizzato dalla Chiesa, un’altra volta a Caltagirone e adesso mi si consenta, un po’ troppo, davanti casa mia. C’è un limite a tutto questo? Non voglio invocare né leggi né tribunali, ma il senso dell’etica professionale e del rispetto delle regole credo che dovrebbe
essere all’attenzione dell’Ordine dei Giornalisti, come forma di autogoverno.
Non intendo imporre censure a nessuno, ma fare semplicemente un appello per
ricordare a qualcuno che il giornalismo è una cosa seria e non un’attività di violenza sulle persone”.