Si è riunita 5 e 6 Agosto a Trabia, alla presenza di circa 150 quadri provenienti da tutto il territorio siciliano, la direzione regionale del megafono che ha approvato il seguente documento:

1) Il Megafono esprime la propria preoccupazione sul metodo scelto da alcune forze di maggioranza, rispetto alla candidatura del presidente della Regione. E’ prassi consolidata nel centro sinistra, che il presidente uscente venga ricandidato a meno di non trovarsi di fronte a fatti gravi, che rendano inopportuna la candidatura. Crocetta è il primo rappresentante del centro sinistra che dal 1946 in poi, ha vinto le elezioni con mandato popolare;

2) La Sicilia che abbiamo trovato nel 2012 era sull’orlo del fallimento, con un bilancio in default, con 11 punti di Pil persi in 7 anni e con ben 300mila lavoratori che avevano perso il posto di lavoro; non utilizzava i fondi europei, era tra gli ultimi posti per i livelli essenziali di assistenza sanitaria. Era la Sicilia delle prebende, delle clientele, dello sperpero di denaro pubblico;

3) Il governo Crocetta ha risanato il bilancio, rilanciato la crescita e creato le condizioni per lo sviluppo di questa terra. Il bilancio risanato di questa Regione deve servire per dare futuro e prospettive ai giovani, alle donne, ai disoccupati, ai deboli, alle persone con disabilità, ai precari, agli imprenditori. La situazione non si affronta né con nostalgia di un ritorno a un passato che ha distrutto la Sicilia, né con avventure irresponsabili modello Comune di Roma;

4) Non si può con un colpo di spugna cancellare quanto è stato fatto per tornare a mediazioni infinite, alla politica politicante, ai tragici riti del potere;

5) Il presidente della Regione deve essere scelto dai siciliani, non teleguidato da Roma. La Sicilia è chiamata ad esprimere la propria classe dirigente;

6) L’unico movimento civico nato in questi anni in Sicilia, con una ramificazione sul territorio e che ha vinto per la prima volta nella storia con il superamento del quorum, è il Megafono. Un movimento di giovani, donne, cittadini che non vogliono la politica politicante, ma la politica che parli il linguaggio della gente;

7) Il Megafono si batte per la libertà e la dignità del popolo siciliano, proponendo agli alleati una competizione franca, attraverso le primarie di coalizione da convocare per il 10 o il 17 settembre;

8) Il Megafono ritiene che il presidente della Regione non può essere espressione di lobby occulte, ma debba essere selezionato in modo trasparente. Non c’è alcuna ragione, anzi per il PD esisterebbe persino un obbligo statutario, a riconfermare il presidente uscente;

9) Il Megafono ritiene, insieme al suo Presidente Rosario Crocetta, di sottoporre alla verifica dei cittadini la scelta del nuovo candidato del centro sinistra. Niente investiture dall’alto, magari camuffate da scelte civiche;

10) Il modello Crocetta nel 2012 è partito proprio come una scelta civica, furono proprio i partiti del centro sinistra a interrompere il governo civico del presidente, chiedendo un governo politico. Risulterebbe paradossale oggi se, quegli stessi partiti che hanno impedito a Crocetta di portare avanti quell’esperienza, adesso chiedessero di usare quel modello per eliminare dalla competizione Rosario Crocetta. Noi siamo pronti alla sfida, al confronto, al dialogo rifiutando, però, la subalternità ai potentati. Il metodo delle primarie è quello più corretto per iniziare insieme un nuovo percorso che parta dalle cose buone già realizzate, per raggiungere nuovi, importanti traguardi per la Sicilia. Noi siamo in campo con Crocetta, candidati ma non disponibili a subire passivamente ordini dall’alto, che umiliano il popolo siciliano.

E’ stata formalizzata la costituzione di una commissione con rappresentanti di tutti i territori, che è già al lavoro per la composizione delle liste e del programma.